Olio su tela raffigurante Sileno ebbro. Con la testa barbata, nudo e morbidamente disteso, il Sileno sembra sopraffatto dal potere del vino, come i grappoli d'uva e i tralci ai suoi piedi lasciano garbatamente sottintendere. Sullo sfondo un paesaggio campestre lascia scorgere in lontananza una catena montuosa. Il contrasto di luci e di ombre, e la tonalità accesa del colore che emerge dall'ambientazione notturna, conferiscono all'opera un fascino tutto particolare.
Secondo il Dottor Marco Riccomini, l'autore dell'opera sembra ispirarsi ad un modello di marmo romano conservato oggi al museo Hermitage di San Pietroburgo. Si tratta probabilmente di un artista forestiero attivo nel Nord Italia nei primi decenni del Settecento: l'attribuzione proposta è quella riferibile al pittore austriaco Paul Troger (Monguelfo 1698, Vienna 1762). Dalla nativa Val Pusteria, Troger si formò viaggiando per tutta la penisola: da Venezia, dove incontrò Giovanni Battista Piazzetta, fino a Napoli nella bottega di Francesco Solimena. Fu quindi a Bologna che perfezionò la sua arte presso Giuseppe Maria Crespi. Il primo proprietario del dipinto fu il pittore Ambrogio Riva (1799-1881), allievo di Pelagio Palagi e autore di un quadro ispirato alla "Gerusalemme liberata" appartenente all'Accademia di Brera.